Storia del teatro Rivoli di Valdagno Stampa
STORIA - Storia Locale

STORIA E DOCUMENTAZIONE DEL TEATRO IMPERO POI RIVOLI IN VALDAGNO
(1937-1981)
di Valentina Dall’Ara

Il teatro Rivoli è il più grande monumento della città sociale. Ancora oggi, sebbene non più riconoscibile all’esterno come teatro, pur conservando intatto l’interno, colpisce per la sua mole.
Esso ha accompagnato tutto il periodo della “grandezza” della città “sociale” divenendone sicuramente il simbolo, imponendosi con la sua grande dimensione e nelle sue precedenti due facciate, fronteggiando la grandiosa piazza ora scomparsa.

 


Chiuso e abbandonato, ogni tanto fa parlare di sé per qualche tentativo di rilancio, di solito espresso nei programmi elettorali delle amministrazioni comunali, quasi fosse ancora possibile riportare non solo lo stabile, ma anche la sua funzione, a quel ruolo, in cui Valdagno e la sua industria hanno rappresentato una proposta sociale e di visione forse definibile “utopica”, ma in quegli anni credibile, di relazioni industriali, quando si immaginava (o, forse, si ipotizzava) che “Marzotto fosse Valdagno e Valdagno fosse Marzotto”.
Pubblichiamo qui la più recente ricerca su questo teatro una, condotta da Valentina Dall’Ara presentata come tesi di laurea triennale in Corso in Tecniche Artistiche e dello Spettacolo presso l’Università di Venezia.
Nella sua presentazione Valentina Dall’Ara sottolinea che: “Questa ricerca nasce dalla curiosità di recuperare la storia di un Teatro che, nonostante abbia avuto vita per soli 45 anni, è diventato il custode dei ricordi di molte generazioni diverse.
Ha assistito ai molteplici cambiamenti storici del Novecento passando attraverso la seconda guerra mondiale, il fascismo, la caduta del regime, l’avvento della tecnologia, le rivoluzioni del ’68, gli anni settanta fino a gustare il primissimo assaggio degli anni ottanta prima di chiudere e diventare soltanto un altro luogo di memorie.
Resta lo spettro di un Teatro forse ancora troppo ingombrante pur essendo morto da ben 26 anni: una struttura massiccia di nome Rivoli che, oggi, soprattutto per coloro troppo giovani per ricordarlo, viene riconosciuta solamente come condominio o addirittura confusa con l’omonimo bar posizionato sull’altro lato della strada, situato in quel palazzo conosciuto come palazzo Jolly Hotel che ha preso il posto della piazza-giardino che una volta sorgeva davanti al Teatro”.