Il silenzio di Dio si fa tragico perché non c’è la risposta alla domanda centrale: “chi farà giustizia per tutte le sofferenze, le tragedie del male sofferto da milioni di vittime, di oppressi?” È la domanda sul mistero del male a cui nessuno ha saputo rispondere. Se pure uno dice che la presenza del male è la dimostrazione della non esistenza di Dio non risolve il dramma di convivere con il male.
Il momento più drammatico e pure più tragico, ma forse il più vero, è il momento in cui il cavaliere è accanto alla strega, che sta per essere bruciata sul rogo, e le chiede cosa sta vedendo in questo suo momento: Dio, il diavolo o il nulla? Lo sguardo della giovane che sta per morire non rivela né Dio, né il diavolo e neppure il nulla, rivela sola la paura.
A ben pensare, quanto pesa oggi la paura? La paura più profonda di Block è che il cielo sia vuoto e che la fede sia solo un'illusione consolatoria senza risposte. Cerca la verità attraverso il dubbio e la riflessione intellettuale. Evidentemente non è la strada giusta se alla fine trova solo il silenzio.
Ma che cos’è il silenzio di Dio se non il senso di assenza o di mancata risposta del Creatore di fronte alla sofferenza, al male e alle preghiere dell'uomo? Ci saranno altre strade per incontrare o almeno sentire la voce di Dio?
Lo scudiero Jöns
Appare come uomo del nostro tempo anche lo scudiero Jöns che contrappone una visione del vivere completamente opposta a quella di Antonius. Cinismo e realismo sono i suoi riferimenti: godersi la vita e “sorridere alle ragazze”, non cerca Dio e non ha paura della morte. Nell’atteggiamento dello scudiero noi sappiamo che anche in quei secoli alla precarietà si cercava di fuggire vivendo in modo vitale. Ne sono rimasti testimoni nel Medio Evo i Carmina Buriana, raccolta di canti medievali goliardici dei clerici vagantes, risalenti già all’XI secolo (musicata da Carl Orff) nei quali si sfidava la morte esortando a godere della giovinezza e cercando il rifugio nei piaceri immediati, nel vino, nel gioco e nell'amore prima che la morte porti via tutto. L’inno internazionale della goliardia e degli studenti (“Gaudeamus igitur iuvenes dum sumus” - "Godiamo ordunque, mentre siamo giovani") è ripreso proprio da uno dei Carmina.