Spesso si parte per allontanarsi dalla fame, dalla guerra, dalla schiavitù spinti dalla attesa di una vita diversa. Ogni epoca ha avuto le sue migrazioni ma quelle che vediamo nel nostro tempo assumono le dimensioni di un dramma epocale.
Oppure si parte per una missione eroica, sia essa religiosa, umanitaria, di ricerca scientifica.
Quasi sempre tuttavia per noi semplici viaggiatori nel tempo, più che da una motivazione nobile, semplicemente partiamo spinti dalla voglia di viaggiare.
Si parte per mettersi alla prova come chi si mette in cammino per il “Camino di Santiago” motivato dalla ricerca di una nuova autenticità.
Un ritorno nella memoria
Con la memoria non ci si sposta da casa ma si viaggia, e come si viaggia! Viaggiare con la mente nel passato segna l’inizio di un viaggio dell’anima, o della memoria, come preferite.
Nel primo anno di lezioni di filosofia al liceo il professore (una figura che ricordo ancora benissimo anche se sono passati 68 anni) continuava a ripetere come un mantra la celebre espressione di Agostino: “In te ipsum redi. In interiore homine habitat Veritas”. “Ritorna in te stesso, la verità sta nella parte più interna di te”. Comprendo ora: è lì che devo fare il viaggio più importante, quello che è il viaggio di ricerca del senso del mio viaggiare o vagare nel tempo!
Per parlare di ciò che significa ritornare con e nella memoria vorrei partire da un bellissimo film che ho apprezzato e mi ha dato molti motivi di riflessione anche perché l’ho sentito profondamente mio: Il posto delle fragole del regista svedese Ingmar Bergman uscito nel 1957 (è visibile sul canale YouTube).
Il protagonista Isak Borg insigne professore viaggia in auto verso Stoccolma per ricevere il riconoscimento accademico della sua carriera.
Guida la figlia e, quindi, attraversando i luoghi della sua infanzia, lo sommergono i ricordi, reminiscenze angoscianti (che lo tormentano anche nei sogni) in cui prevale soprattutto il rimpianto che si concretizza nella amara consapevolezza di una esistenza spesa nell’egocentrismo, nella freddezza emotiva e nella indifferenza verso il prossimo.