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Questo profondo rimpianto non è solo nostalgia per la giovinezza perduta, ma un giudizio morale interiore che spinge il vecchio medico a fare i conti con i propri fallimenti affettivi prima della fine della vita (e non solo della carriera).

Nostalgia

Poiché sono partito dal film di Nolan vorrei concludere queste riflessioni sul tema che è profondamente omerico: la nostalgia.

Distinguo subito una falsa nostalgia, quella che I “vecchi” (che vanno distinti dagli “anziani”) in parte vivono nella memoria: il passato come nostalgia per una mitica “età dell’oro”: al mio tempo tutto era meglio, si viveva meglio, oggi siamo in piena decadenza. 
Non è così. Una vera nostalgia in tanti momenti l’abbiamo vissuta tutti. 

Nostalgia in questo caso è una sofferenza interiore dettata dal vivere una assenza. “Ma quanto mi mancate!” Così spontaneamente l’esprimiamo talvolta nei confronti di amici. “Ma quanto mi manchi!” indica un’assenza più profonda, che richiama un legame speciale, forse totale. “Quanto mi manca la famiglia!” È qui che tocchiamo l’essenza del desiderio che muove la nostalgia. Calipso aveva offerto ad Ulisse l’immortalità ma non era l’immortalità il più vero desiderio di Ulisse.

I luoghi, specialmente quelli vissuti più lontani nel tempo, sono le nostre radici e anch’essi sono portatori di nostalgia.
Hanno sempre lasciato in noi una impronta. La nostalgia dei luoghi si nutre del fatto che essi non sono semplici coordinate geografiche, ma sono “i nostri” luoghi, custodiscono i nostri i primi affetti, fanno nascere in noi emozioni profonde perché essi hanno contribuito a fondare la nostra identità.

Chi, specialmente in età avanzata, vive la perdita di una persona cara, coltiva la nostalgia attraverso i ricordi degli affetti e delle emozioni. Tuttavia la tentazione in questo caso è l’oblio ciò che tenta di fare la maga Circe perché è la memoria l’arma più potente per rimanere umani.
Tutto quello che oggi ci fa vivere in un totale presente senza la memoria (chi siamo, perché eravamo) è forse l’aspetto più disumanizzante nel nostro tempo.