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ANNO 2012 LA FINE DEL MONDO
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Io penso che sia molto più  saggio parlare non della fine del mondo, ma della fine di un mondo. Di diversi mondi tutti abbiamo fatto esperienza.  Non si parla ad esempio di mondo della fanciullezza, dell’adolescenza…?
Il mondo in cui viviamo non finirà (oggi o nel 2012) ma sta profondamente cambiando e sta cambiando  troppo in fretta, non riusciamo a starci dietro: questo è veramente un grande problema.

Come dovremmo vivere il cambiamento travolgente? Ce lo insegnano sociologi, psicologi e quant'altra specie di esperti. Tuttavia, forse, potremmo fare qualcosa di nostro. Che di fronte ai grandi problemi, il nostro impegno conti ben poco ne siamo consapevoli, ma, di fronte alle contraddizioni del nostro presente,  possiamo recuperare un equilibrio personale, scelte e condizioni di vita che ci facciano vivere meglio. Fare scelte e creare nuove condizioni personali di vita è possibile, ma ci vuole carattere e la volontà di vivere liberi.

Possiamo  fare la scelta di non guardare troppo la televisione che, se non riesce a spaventarci, almeno ci rincretinisce?
Anche se non lo ammettiamo, siamo tutti un po' tormentati; ottima cura contro l'angoscia, latente è scoprire e leggere qualche autore, scegliendo tra  quelli che si caratterizzano per la loro ironia, attraverso la quale si può giungere a smontare un bel po' di meccanismi condizionanti (consiglierei, uno tra tanti, Achille Campanile).

Un buon consiglio sarebbe quello di agitarsi, gridare e arrabbiarsi meno. Trovare invece motivi di discussione serena, di riflessione nei nostri incontri con gli altri, non solo su cose banali o sulle ultime barzellette, ma anche riuscendo ad aprirci e a farci aprire.
Io penso che i buoni consigli sianocapaci di darli tutti, e di solito lasciano il tempo che trovano, ma ciò che può cambiare il modo di essere nel nostro provvisorio mondo e ci insegna  a gestire i cambiamenti quotidiani, sono due regole fondamentali. 

Prendiamoci del tempo per dedicarci al bello: leggere, ascoltare musica, osservare con occhio diverso il volto delle persone che incontriamo per strada,  scoprire in modo nuovo luoghi abituali … Ma non c’è tempo! Facciamo delle scelte. Di sicuro, lo prendiamo nel supermercato delle nostre ripetitive e abitudinarie azioni.  Riflettiamo sul fatto che in molte famiglie, quelle benestanti di solito, ma non solo, già i ragazzini delle elementari non hanno più tempo, sono a cottimo: scuola, ma poi musica, danza, inglese, tennis, nuoto … sono sempre in competizione con le attese dei genitori! Che stress!