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ANNO 2012 LA FINE DEL MONDO
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Avviamo un diverso rapporto con gli altri. A scuola, con qualche classe impegolata in tensioni interpersonali, avevo inventato l'ora di otium. Dopo aver proposto un argomento che coinvolgesse gli alunni, lasciavo libertà di esprimersi, ma esigendo il rispetto di alcune regole (ovvie, banali, ma sono proprio così?): saper ascoltare, saper rispondere con delle motivazioni supportate e non a vanvera, alla fine della discussione dare una propria valutazione all'apporto dei compagni, individuando i loro punti forti, e una autovalutazione, ogni alunno esprimeva cosa aveva ricevuto dagli altri e cosa aveva saputo dare egli stesso. Si faceva così  esperienza di democrazia e ci si proponeva di educarli a essere consapevoli quanto volgono, quanto valgono gli altri, quanto vale l’essere in rapporto con gli altri.
Se mai assistite a qualche talk-show televisivo, individuate quanto queste regole sono tenute presenti.

Ritornando  alla questione iniziale, riporto a memoria una frase in lingua ladina, letta parecchi anni fa su una casa della Val Badia: “L'inverno è passato. Anche quest'anno la primavera è tornata, la brezza accarezza i prati, i fiori colorano i campi, gli uccelli volano lieti nel cielo, e il cuore si riscalda. Il futuro lasciamolo a Dio”.

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