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“Grande persona – lo ricorda l’emerito del Soccorso alpino, Bruno Pretto – ottimo alpinista, che bene può essere affiancato ai Soldà, a Sandri e Menti. Lo incontravo spesso in Marzotto dove lavorava con la qualifica di assistente. Nel 1934 con Bortolo Sandri ha conquistato la parete sud della Torre Trieste sul Civetta; mentre nel 1936 con Mario Menti vince la Torre Valgrande, parete nord ovest. Anche Nico Ceron, emerito e fondatore del Soccorso alpino, non esita definirlo “alpinista di spicco che ha fatto belle cose sia sulle Piccole Dolomiti e sia sulle grandi Dolomiti, con passione e forza di volontà. Tanto è vero che a 80 anni ha ripercorso la Direttissima degli Scoiattoli e la Direttissima Dimai sulle Cinque Torri”.

Franco Perlotto, scalatore, guida alpina e specialista in cooperazione internazionale, lo ritiene un grande, dotato di un intuito non comune. “L’ho incontrato al rifugio Lavaredo e ricordo che ogni mattina beveva un bicchiere di acqua tepida zuccherata. Ho avuto l’onore di scalare la parte più difficile della Direttissima Comici della Lavaredo. Non abbiamo completato la salita a causa di un violento acquazzone”.

L'omaggio di Messner: "Che eleganza in quella sua arrampicata"
Ecco il ricordo di Roberto Barato, che assieme a Roberto Bianchini del Cai pordenonese ha pubblicato un volume sulla vita dell’alpinista.
"La prima volta che ho sentito parlare di Carlesso "alpinista" è stato nel '54. Alla sala del Don Bosco di Pordenone veniva proiettato il film della 1a salita al K 2. Era presente l'eroe del momento: Lino Lacedelli. Ricordo che, prima della proiezione, Lino ha fatto grandi elogi a Raffaele Carlesso per i suoi meriti alpinistici. Solo negli anni successivi, incominciando a frequentare la montagna, mi sono reso conto di quanto fossero meritati quegli elogi. Nel '49 Lino stesso, con Luigi Ghedina “Bibi”, era riuscito a fare la 1a ripetizione della via Carlesso alla Torre Valgrande in Civetta, aperta con il valdagnese Mario Menti nel 1936, uno dei suoi maggiori capolavori.