Lo sviluppo urbanistico della città, che negli ultimi 15-20 anni era cresciuta vistosamente soprattutto grazie alle imponenti realizzazioni della «città sociale» nella zona di Oltreagno, conobbe un brusco arresto, anche se proprio al 1940 risalgono alcuni importanti progetti messi a punto dall'architetto Francesco Bonfanti su incarico di Gaetano Marzotto, tra i quali spiccava la nuova dimora residenziale nel parco di Villa Valle-Orsini Marzotto.
Ben presto toccò anche ai valdagnesi fronteggiare il grave problema di reperire i generi alimentari di prima necessità, i quali avevano già cominciato ovunque a scarseggiare drammaticamente. A ciò si aggiungeva l'obbligo di consegnare «alla patria in guerra» tutti i recipienti in rame e le cancellate in ferro, al punto che Marzotto dovette affidare allo stesso Bonfanti un apposito studio per sostituire le recinzioni in ferro di tutti i parchi e giardini delle ville da poco realizzate.
A dicembre, dopo zucchero e caffè, vennero razionati anche la farina, l'olio, il riso e la pasta, che divennero per molti valdagnesi dei generi praticamente introvabili. Il pane dovette essere prodotto per almeno un quarto con farina di sorgo. A fiaccare ulteriormente il morale, insinuando nell'animo della popolazione civile una crescente paura dei bombardamenti, contribuiva il rombo sempre più frequente degli aerei in volo. Dopo che un bombardiere trimotore era precipitato nei pressi di Cerealto ai confini con Altissimo (26 settembre), causando la morte dei sci aviatori italiani che erano a bordo e i cui funerali furono celebrati solennemente a Valdagno il giorno seguente, alla fine di ottobre un apparecchio inglese sorvolò di notte la zona di Valdagno lanciando diverse bombe, che tuttavia non provocarono né feriti né danni materiali.
Nel frattempo, la guerra contro la Grecia che era iniziata il 28 ottobre portava i primi lutti, i primi dispersi e le prime medaglie. L'8 novembre 1940 cadeva Osvaldo Motterle, alpino ventenne della julia, decorato di medaglia di bronzo. Il 14 dicembre veniva dato per disperso l'alpino Guido Pavan durante un'azione sul Topojanit. Un altro alpino di vent'anni, Tullio Soldà, cadeva il 23 dicembre sulle montagne innevate dell'Albania
Sul finire dell'anno l'inverno si annunciò rigido e nevoso, aggravando in tal modo le già precarie condizioni di vita dovute alla penuria di alimenti. Con appositi provvedimenti le autorità ordinarono la sorveglianza dei mulini che macinavano i cereali. Alcuni prodotti o materiali, come il cuoio che serviva a fabbricare le suole delle scarpe, erano praticamente scomparsi dalla circolazione, così come in giro per le strade si vedevano sempre meno gatti...
Di un certo pessimismo montante che si andava diffondendo tra la gente dovette accorgersi lo stesso Gaetano Marzotto. Nell'incontro che l'imprenditore valdagnese ebbe con le sue maestranze riunite per lo scambio degli auguri natalizi, egli improvvisò un discorso nel quale invitava tutti, con toni di inconsueta veemenza, a confidare nella vittoria finale e a rigettare ogni forma di disfattismo, segno evidente che dopo pochi mesi di guerra l'opinione corrente, ancorché impossibilitata a manifestarlo apertamente, già non mostrava di nutrire particolari entusiasmi nei confronti dell'avventura bellica intrapresa dall'Italia.